




Stereoscopia 3D: stupenda forma di comunicazione
ma con troppi chiacchieroni attorno
Dal 2002 lavoriamo ad un mondo video che ha ribaltato completamente tutti i canoni della produzione e post produzione video standard: la stereoscopia 3D.
Non ci si può improvvisare, si rischia di fare male a se stessi ed agli altri…. ma veramente male… ci sono produzioni infatti che si sono trovate in grossi guai facendo letteralmente vomitare spettatori o inducendo a mal di testa allucinanti.
La stereoscopia è un puro gioco di formule matematiche e fisiche applicate... una troupe senza tecnica stereoscopica è come un pittore senza pennello.
Cambia il modo di concepire un video, dal regista al direttore della fotografia, dalla sceneggiatura ai piani sequenza (notevolmente ridotti)….. e si introduce una nuova figura di basilare importanza: LO STEREOGRAFO ossia colui che applica la tecnica.
Un film deve essere concepito secondo precise regole stereoscopiche, ogni conoscenza passata del monocamera va accantonata.
Una troupe deve lavorare in simbiosi conoscendo ciascuno i propri limiti e le funzioni dell’altro, infatti, sarebbe difficile, se non impossibile, affrontare una ripresa stereoscopica senza che ognuna delle figure sopra citate sappia qual è il momento di fermarsi e far entrare in azione l’altro; e ricordiamoci che i tempi di ripresa di un film stereoscopico3D sono quasi doppi rispetto ad un film normale, per tutte quelle collimazioni che lo stereografo deve fare.
Lo stereografo deve saper controllare e variare parallasse e convergenze contemporaneamente in funzione dei movimenti di camera e dei soggetti… è un mondo in 4 dimensioni che deve essere pensato e concepito da tutta la troupe ancor prima di girare.
Dopo 8 anni di prove possiamo dire che è impossibile girare senza un’ esperienza di qualche anno, e lo dimostrano tutta quell’orda di personaggi che in Germania o in Usa venivano a fare corsi di stereoscopia e che dopo due giorni lasciavano dicendo: “nooo ma se è così io non mi ci metto neanche… “.
Improvvisarsi in quest’ambito significa sbagliare un’ inquadratura e dover tornare a girare… perché a differenza della ripresa monoculare, la post produzione stereoscopica, anche con le stazioni più evolute, non ti permette di correggere una parallasse sbagliata.
Anche i canoni di illuminazione variano totalmente nella stereoscopia, per questo anche un direttore della fotografia deve sapere come illuminare al fine di evidenziare le profondità di campo nelle varie soggettive.
Gli accorgimenti ed i trucchetti sono migliaia nel mondo della stereoscopia e molti sono ancora da scoprire, il minimo errore porta il cervello a non riconoscere l’inganno ottico… ed ecco che il fastidio arriva.
Spesso ci troviamo a che fare con clienti che per risparmiare ci chiedono di montare sui rig camere di ogni tipo, SBAGLIATISSIMO!!!
Ci vogliono mesi per preparare, settare e modificare due camere su un rig (staffa stereoscopica a specchio), senza dimenticare che è raro trovare due ottiche identiche… Una troupe stereoscopica deve conoscere a menadito i suoi strumenti, deve averli testati con mesi di prova prima di poter uscire a girare veramente. A tal proposito, pochi mesi fa a Monaco di Baviera abbiamo trovato aziende che facevano incetta di rig-3D da €50.000 l’uno… come fossero dal panettiere... “Caspita” ci siamo detti “ma chi cavolo sono questi?”…. Dopo 2 mesi siamo stati contattati da quella stessa società per chiederci se avevamo qualcuno da mandargli per spiegare loro come si utilizzavano i rig-3d, perché non ne avevano la più pallida idea, nonostante siano pieni di demo 3D che mostrano ai clienti ma di cui non hanno fatto nulla!!!…..
In parole povere è un mondo ancora pieno di chiacchiere e chiacchieroni….e… se volete qualcosa di più delle chiacchiere sapete dove trovarci….
Matteo Volpi